Titolo:

Spazi – Rossano Ronci

 

Concept and development: Silvio San Pietro e Marina Moccheggiani

Editing: Silvio San Pietro e Marina Moccheggiani

Editorial coordination: Paolo Fasoli

Graphic design: Imago [Marina Moccheggiani]

Fotografie: Rossano Ronci

Casa Editrice: L’Archivolto – Milano

Tutte le immagini di questo libro sono state scattate in pellicola piana 10×12, gli effetti sono originali e non elaborati ulteriormente al computer.

La passione per la fotografia, divenuta anche un’attività professionale, è l’oggetto di questo libro. Un’ampia selezione di scatti, sintesi eloquente di quindici anni di lavoro, restituisce il percorso creativo di un fotografo che ha esplorato i temi della rappresentazione partendo dalla stimolante esperienza della fotografia industriale per approdare alla raffigurazione dell’architettura e del paesaggio urbano: territorio fertile per elaborare un linguaggio riconoscibile, al tempo stesso classico e intenso, sempre centrato sull’interpretazione dello spazio e della luce, assunto quale matrice anche in altre tipologie d’immagini come quella di moda.

Le fotografie di Rossano Ronci, autodidatta, nascono da un’esigenza emotiva, da una curiosità istintiva, da fascinazioni soggettive che divengono osservazioni analitiche nell’inquadratura, indagini conoscitive nella restituzione indotta dallo scatto dell’immagine. Perciò gli oggetti della sua ricerca sono diversi benché emerga la predilezione per la scena urbana, nella configurazione architettonica e urbanistica, stimolata anche dall’ammirazione dichiarata per l’opera fotografica del canadese Roberto Polidori, in particolare per il suo modo di leggere gli spazi costruiti. Soprattutto in questo ambito le immagini di Ronci offrono una lettura che appare governata dal sistema di rappresentazione della prospettiva classica esattamente nel significato rinascimentale del termine, dunque quale strumento anche analitico e cognitivo. L’assenza pressoché totale della figura umana nei suoi paesaggi urbani assegna una sorta di valore astratto e atemporale all’attività, invece tipicamente antropica, del costruire senza tuttavia produrne una cristallizzazione algida e formalistica. Piuttosto, proprio in quanto indagini sostenute dal rigore della composizione, dalla puntualità analitica dei parametri spaziali, le sue rappresentazioni racchiudono un contenuto anche emozionale che diviene testimonianza psicologica. Il classicismo dell’inquadratura fissa e cioè amplifica una tensione anche passionale e un o slancio cognitivo in una sintesi che pare la cifra espressiva forse più emblematica della ricerca di Ronci.

Paola Gallo – Photo editor

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